CARA PROF

Lei era la professoressa

con qualcosa della Fallaci,

forse la sigaretta accesa e spenta,

forse la forza di non piegarsi all’inerzia.

Insegnava matematica e soprattutto scienze,

diceva

che per capire le canzoni bisognava studiare i libri,

e viceversa.

Il gesso in mano,

sulla faccia un po’ di Marco, un po’ di Alessia;

qualche sogno infranto nel cassetto col registro.

TIMINA, ADENINA,

CITOSINA, GUANINA

non si dimenticano:

non si dimentica la professoressa

che teneva l’orologio girato sotto,

per non far vedere quando guardava

scorrere il tempo.

La professoressa fiera, al gusto di tabacco:

era toccato a lei spiegarci il sesso,

quando ancora non lo si era fatto.

“Ragazzi, gira tutto intorno a quello”;

ridevamo,

non sapevamo quanto fosse vero,

quanto quei giorni beati sarebbero diventati

lontani presto.

La professoressa che ci voleva salvare

(lei si è salvata, Prof?),

e che un giorno mi ha detto:

“apri le ali, sei fatta per volare”.

Aveva ragione!

Lo studio, la vita,

l’amare l’uno e l’altra senza distinzione

me l’ha insegnato lei,

tra un passaggio e l’altro dell’espressione,

tra le sue barzellette raccontate a lezione,

nel suo essere la più tosta,

per me, per sempre,

la migliore.

  • Facebook - Black Circle
  • Instagram - Black Circle
  • LinkedIn - Black Circle
  • Twitter - Black Circle

© 2014 Engineering by Ken Ciro