ABCD*

Le partenze del sabato vuote

a Milano sono come le attese che abbiamo

di rivederci, e vicino o lontano

sono una cosa — che è meno

precisa — ma adesso chi siamo

è domanda recisa se non ha

più risposta, e nemmeno la fretta

mi assale.

 

Saranno le 13 e vale un orario

per essere certi di essere pronti

a incontrarci — non era difficile

stare a guardare negli occhi

dell’altro, parlare, uscire e rientrare

dal corpo, toccarlo e vedere

se intorno qualcuno capisce che

cosa facciamo. Ho il viso invecchiato,

come qualcosa di andato

perduto, e segna un ritardo

la voce dell’altoparlante.

 

Scendo a Firenze come sempre

con la pioggia un’altra volta:

lo scrosciare a filo delle cose

forse, o immagini sparse

sul cellulare e su pagine rare

di qualcuno più bravo di noi

 

hai parole — cammini

in attesa

                  Trema

forse l’estate e i binari fanno

ancora rumore. Hai l’odore

di voglia, la bocca sul ciglio

di cose rimaste da dire già

prima che fossero dette – tu

aspetta. Ti va una granita?

Ti va di ridarmi la mano,

fino all’uscita?

*Poesia vincitrice del Premio della Giuria, Concorso Daniela Cairoli, 2021.

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