GLI OCCHI TRISTI DI SIGNORINA ALESS

 

Non spiego mai nulle delle poesie che pubblico, ma in questo caso devo fare un'eccezione perché questa poesia è stata scritta per me dal grande poeta, drammaturgo e traduttore Milan Richter.

Ci siamo conosciuti in occasione del Festival Internazionale di Poesia Europa in Versi 2016, dove lui era tra i poeti ospiti e io a contribuire all'organizzazione dell'evento.

L'amicizia che è nata, le influenze reciproche, il dialogare sull'arte e sulla vita ha portato Milan a scrivere questi versi meravigliosi, un dono per me di inestimabile valore. 

Li riporto qui per rendere omaggio alla creatività sublime di Milan e ringrazio infinitamente anche Alessandra Mura per la versione italiana della poesia.

 

N.B. Aless, come è solito chimarmi Milan,  rimanda alla parola tedesca ALLES che vale  "OGNI COSA" e Ale, in slovacco, significa "MA"; A-less e A-more giocano, invece, con l'inglese e l'italiano. E poi, Alessandra, in greco antico, è colei che libera gli uomini. Nomen Omen.

Grazie Milan!

 

Smutné oči slečny Aless                                        


Máš oči veľmi smutné – čosi
ako zvuk nabrúsenej kosy


ma páli v srdci, suchej studni.
Vravím ti: Aless, nezabudni,


čo sa ti stalo – iba zo dna
oživiť dá sa tvoja zvodná


krása, jej plameň tichší tích...
Máš oči veľmi smutné, v nich


zračí sa každá strata, cara.
Život sa ešte nezatvára,


bránu má pre nás dokorán.
Vojdi doň hlbšie, zbav sa rán


úsmevom, ten ti svedčí. Buď
A-more a nie A-less, mio cuore,


vyznávaj lásku mozgu, jeho kôre
a zviera Smútok neprebuď.


Daj zbohom plaču, všetkým plačom.
Mám na to liek: un lungo bacio

 

Gli occhi tristi di signorina Aless

 

Hai gli occhi molto tristi – qualcosa
come il suono di un’affilata falce


mi arde nel cuore, disseccata fonte.
Voglio dirti: Aless, non dimenticare


quanto ti è accaduto – solo dal fondo
può riprender vita la tua bellezza


seducente, una fiamma di ogni silenzio più silente...
Hai gli occhi molto tristi, occhi in cui


ogni perdita traspare, cara
la vita non si è chiusa ancora,


tiene per noi le sue porte aperte.
Addentrati più in là, lìberati dalle ferite


con un sorriso, quello ti si addice, A-more
devi essere e non A-less, mio cuore,


dichiara amore alla tua corteccia cerebrale
e la bestia Tristezza non risvegliare.


Al pianto, a tutti i pianti, dai l’addio.
Un lungo bacio: è questo il mio rimedio.

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